Packaging ecosostenibile, perché tutelare l’ambiente conta quanto confezionare

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Il fatto che sempre più aziende importanti a livello globale stiano dedicando particolare attenzione al confezionamento dei propri prodotti in packaging ecosostenibili fa capire che il problema dell’inquinamento e dello smaltimento dei rifiuti è una priorità oggi. Questo non solo per esse, che hanno grande responsabilità nei confronti del pianeta vista l’alta produttività e la presenza in vari Paesi del mondo, ma anche per i consumatori stessi che, sempre più spesso, scelgono un brand oppure un altro proprio per via di questa sensibilità ecologica.

È passato, quindi, il tempo di incarti su incarti, plastiche che finiscono chissà dove per rimanerci secoli, perché è oggi l’era della rivisitazione di quelle che sono le modalità con cui si impacchettano e si spediscono i prodotti e della comune responsabilità sociale e ambientale. Questa è una vera e propria necessità e affatto una tendenza modaiola passeggera, come qualcuno sostenne inizialmente.

A prova di questo sono l’interesse profondo e l’impegno messo da colossi come la Procter & Gamble, che tutti conosciamo più comunemente come P&G e che da oltre un secolo propone a milioni di clienti prodotti cosmetici e per la cura personale. L’azienda è certo oggi fra quelle in prima linea nell’impiego di energie al fine di adottare confezionamenti eco-friendly.

L’impegno P&G e l’importanza dei packaging ecosostenibili

P&G sta concentrando oggi le proprie energie ed il proprio impegno nella creazione di un packaging ecosostenibile cosmesi. Si tratta di un genere d’imballaggio che nel lungo termine non va a gravare, o comunque riduce fortemente, l’impatto sul pianeta e sull’ambiente.

In base alla tipologia del prodotto e alle relative esigenze di conservazione della qualità dello stesso, si sta procedendo, passo dopo passo, nella direzione dell’impiego per tutti gli imballaggi di materiali riciclati al 100% o l’utilizzo di materie prime, che consentono di ridurre l’utilizzo di catene logistiche e di produzione. Nello specifico l’azienda sta anche operando per ridurre il consumo di plastica che ha origine dal petrolio.

L’impatto ambientale grazie all’impegno di P&G sarà inferiore, così come inferiore sarà la liberazione di anidride carbonica nell’atmosfera. L’azienda entro il 2030 prevede di proporre, quindi, il 100% di imballaggi riciclabili o riutilizzabili. Un impegno certo ambizioso, ma fondamentale e responsabile, che punta al bene comune che è quello oggi di tutelare il pianeta facendo ognuno la sua parte.

Packaging riciclabili: le modalità

Com’è fatto un packaging ecosostenibile? La confezione di un prodotto dipende ovviamente dal prodotto stesso, alle sue peculiarità e necessità conservative e di utilizzo da parte del consumatore. I materiali possono quindi variare in base ai casi. P&G ha prodotto, per esempio, il primo flacone di shampoo riciclabile fatto per il 25% di plastiche raccolte sulle spiagge. La linea Charmin & Puffs vanta confezioni riciclabili al 100% per moltissimi prodotti della gamma.

Per l’Europa Lenor ha in progetto per l’anno prossimo di proporre confezioni con 50% di resina riciclata, impiegando inoltre 2700 tonnellate di plastica sempre di riciclo. Tide purclean, un altro brand P&G, ha il 65% di base ecologica e propone confezioni 100% riciclabili, prodotte senza rifiuti di produzione. Questi, ed altri esempi che si potrebbero fare dei passi già fatti da P&G, sono solo l’inizio del grande progetto salva ambiente e del continuo studio e impegno dell’azienda al fine di produrre packaging resistenti, etici e soprattutto sostenibili.