Perché acquistare tè biologico e fairtrade: una guida per principianti

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La selezione di tè e infusi biologici è ormai ampia e diversificata anche sugli scaffali dei nostri supermercati. In cosa si distingue, però, un tè biologico da un tè che non lo è e perché scegliere questo tipo di bevanda è una scelta più salutare, per l’ambiente senza dubbio e anche per il proprio benessere? Quello che faremo di seguito è provare a rispondere a queste e altre simili domande.

Tutto quello che c’è da sapere su tè organico e fairtrade

A partire, però, dallo sfatare un falso mito. Quando si parla di tè organico, il pensiero potrebbe correre veloce al tè in foglie ma, a ben guardare, non è lo stato – se in foglie, appunto, o in bustina, eccetera – in cui si trova il tè la determinante giusta per poterlo o meno definire biologico. Né lo è l’aver comprato il tè in negozi specializzati, come ce ne sono sempre più numerosi in tutte le città, o in erboristeria: come si accennava all’inizio, infatti, si trovano ormai con tutta facilità anche al supermercato come Cupper di tè biologico di ottima qualità. Organico è, insomma, un tè che proviene da agricolture biologiche, che non fanno uso di pesticidi, non intensive e che ottimizzano anche per esempio anche il consumo di acqua.

Tre sono, a volerli riassumere, i principali vantaggi nel consumo di tè biologico.

  • Non si contribuisce al riscaldamento globale: è ormai confermato da innumerevoli studi, infatti, che le coltivazioni intensive e dove si faccia largo uso di pesticidi sono tra i responsabili dell’immissione di alte quote di anidride carbonica nell’atmosfera. Se il cambiamento climatico, in altre parole, comincia dal proprio piatto, comincia anche dalla propria tazza fumante di tè.
  • Per ragioni simili si rallenta l’estinzione di specie protette o specie selvatiche. Negli anni, del resto, l’uso massivo di pesticidi ha portato, per esempio, alla grossa diminuzione del numero di api e, quasi di conseguenza, a una minore biodiversità anche per quanto riguarda la flora originaria delle diverse zone. Il tutto senza contare che, trattandosi nel caso del tè biologico di una coltivazione particolare e a cui solo alcune aree geografiche sono adatte, l’agricoltura intensiva ha spesso distrutto indistintamente aree abitate da specie protette o animali in via di estinzione.
  • Non si contribuisce allo spreco d’acqua di cui, ancora, le coltivazioni industriali sono responsabili e, più in generale, si evitano forme di inquinamento delle falde acquifere, sempre legate all’uso dei pesticidi.

Il tutto, come già si diceva, con benefici non indifferenti anche per la salute. Il tè organico, infatti, non preserva solo meglio le sue proprietà organolettiche, ma mantiene inalterate soprattutto le proprietà benefiche per il corpo. Immergendo una bustina di tè biologico, insomma, non si sentiranno meglio solo aromi, essenze, retrogusti ma si dovrebbe essere più sicuri anche quanto al rischio di rilascio di sostanze nocive alle alte temperature.

La maggior parte di aziende che producono tè biologico, infine, sono anche aziende fairtrade e, cioè, che si accertano che le condizioni dei lavoratori lungo tutta la filiera siano giuste, sia garantito loro un giusto stipendio e tutte le tutele sanitarie e sindacali del caso. Gustare una bustina di tè biologico, insomma, fa bene a sé stessi, all’ambiente e agli altri.